Quanto guadagna un Travel Designer?

Beatrice Giuggioli consulente travel designer

Quanto guadagna un Travel Designer? Si può vivere di questo lavoro?

Spesso chi studia per specializzarsi in questa professione si pone queste domande, essenziali prima di decidere se intraprendere questa carriera affascinante ma complessa.

In questo articolo una guida completa sul lavoro del Travel Designer, il guadagno e la relativa fiscalità (partita IVA etc.). 

Dove lavora un Travel Designer?

Prima di tutto, partiamo con una panoramica delle possibili carriere lavorative che può intraprendere un Travel Designer.

Di base, ci sono tre principali settori lavorativi:

  • il principale è quello del lavoro da libero professionista, con una partita IVA che ha un apposito codice ATECO, un proprio brand e una specializzazione. Il Travel Designer libero professionista deve comunque avere una direzione tecnica (agenzia o Tour Operator) che gestisca la parte burocratica;
  • libero professionista all’interno di network di consulenti (come Cartorange);
  • dipendente di agenzie o Tour Operator che abbiano un settore dedicato ai viaggi su misura.

Approfondisco di seguito le due possibilità da liberi professionisti con le relative specifiche tecniche.

Il Travel Designer e la direzione tecnica

La direzione tecnica, per la legge italiana, è obbligatoria per poter vendere pacchetti di viaggio. Esistono corsi per diventare direttore tecnico, ma sono spesso complessi e richiedono diversi anni di esperienza lavorativa pregressa.

Per chi voglia lavorare come Travel Designer o consulente di viaggio, quindi, è obbligatorio appoggiarsi a qualcuno che abbia la direzione tecnica, che sia agenzia di viaggi o Tour Operator. Nella pratica, questo significa che il cliente finale sarà gestito dal Travel Designer nella fase di creazione del viaggio, di preventivo e di supporto, ma pagherà poi direttamente la direzione tecnica per prenotare il viaggio e ricevere tutti i documenti e le assicurazioni. La direzione tecnica si occuperà poi di pagare il Travel Designer, solitamente a viaggio concluso e sulla base degli accordi che sono stati presi. 

Come scegliere la direzione tecnica?

Il Travel Designer libero professionista può decidere di lavorare in collaborazione con una singola agenzia o Tour Operator oppure un network di consulenti, come Cartorange, Eufemia o similari.

La differenza principale tra queste due scelte sta nel fatto che, solitamente, il network ha un costo di ingresso annuale molto alto e, spesso, chiede un portafoglio clienti già stabile e importante. Inoltre, il network ha fornitori fissi e predefiniti, con cui ha accordi specifici, dunque spesso è molto difficile proporne di propri. Il vantaggio grande che hanno i network di consulenti sta nel fatto che, compresi nella fee di ingresso, sono forniti servizi come un sito internet perfettamente indicizzato, supporto al marketing e alla vendita, gestione socialgestionali interni e tutti gli strumenti (costosi) che sono necessari al Travel Designer per trovare efficacemente clienti

Scegliere di collaborare con singole agenzie o TO ha invece il vantaggio di dare una maggiore libertà (solitamente) nella selezione dei fornitori e non avere costi annuali di alcun tipo. Di contro però, una collaborazione di questo tipo lascia tutto il lavoro di gestione sito, social, marketing e quindi ricerca del cliente sulle spalle del Travel Designer, che deve gestire il tutto in autonomia e con i propri soldi

Se avete dubbi sulla direzione da prendere, su come trovare efficacemente clienti e far decollare il vostro brand, potete dare un occhio ai miei corsi per Travel Designer e prenotare una prima consulenza gratuita con me per iniziare il vostro percorso lavorativo!

Il Travel Designer libero professionista: quale codice ATECO e partita IVA

Qual è il codice ATECO del Travel Designer?

Esiste un codice ATECO specifico per i Travel Designer o consulenti di viaggio, il 79.90.04 che corrisponde a “altre attività di assistenza turistica” (consiglio di consultare siti specializzati su codici ATECO per maggiori informazioni ma, soprattutto, rivolgetevi al vostro commercialista). Come potrete vedere, questo codice non include la vendita viaggi come agenzia o Tour Operator (che hanno appunto la direzione tecnica), ma solo la parte di organizzazione del pacchetto. 

Inoltre, sotto al codice 79.90 sono inclusi anche (il 79.90.01/02/03) i ruoli di guida turistica, accompagnatore e guida ambientale, tutte professioni che possono essere integrate efficacemente (previe abilitazioni) al lavoro del Travel Designer. 

Solitamente, si inizia a lavorare con la partita IVA forfettaria, che ha costi di mantenimento più semplici rispetto all’ordinaria. vi consiglio, se non avete un commercialista di fiducia, di affidarvi a realtà come Fiscozen (potete prenotare una consulenza gratuita con loro per avere più informazioni). 

Quanto guadagna un Travel Designer?

Ma quindi, quanto guadagna un Travel Designer libero professionista?

La risposta a questa domanda non è immediata perché dipende da moltissimi fattori. 

Innanzitutto, è importante capire come funzionano gli accordi con la propria direzione tecnica. Solitamente, si stabilisce una percentuale sul margine di guadagno delle singole pratiche che viene riconosciuta al Travel Designer (ad esempio, su un margine di guadagno di 1000 euro per un viaggio venduto, il 70% va al Travel Designer e il rimanente alla direzione tecnica). 

Molte direzioni tecniche, soprattutto quando il Travel Designer è all’inizio della sua carriera, propongono percentuali un pò meno convenienti (anche del 50%), ma queste possono essere aumentate anche in seguito, una volta formato un portafoglio clienti più stabile. Non c’è comunque una regola ben definita, sta a voi capire quanto e come conviene trattare sulla percentuale che vi propone la direzione tecnica. 

Come si calcola il margine di guadagno?

Il calcolo del margine, o mark-up, sul vostro preventivo di viaggio si può fare in diversi modi, principalmente:

  • se avete totale libertà, sarete voi a stabilire quanto guadagnare da ogni viaggio venduto, calcolando il vostro pricing sulla base del budget disponibile ai clienti, la complessità del viaggio organizzato e le ore di lavoro. Potrete applicare una percentuale sul costo di viaggio a persona oppure un numero fisso (ad esempio, 300 euro a persona);
  • se la direzione tecnica vi impone un margine minimo, dovrete calcolare il vostro pricing applicando sempre il mark-up a partire da una data percentuale o numero fisso;
  • se vendete pacchetti pronti come crociere, villaggi Alpitour, partenze garantite (di norma il Travel Designer non lo fa, ma potrebbe capitarvi), la percentuale è fissa e stabilita dai singoli Tour Operator (es. su costo finale della crociera, il 12% va a voi e alla direzione tecnica);
  • se vendete un pacchetto di viaggio su misura ma lavorato con Tour Operator terzi, può capitare che siano loro a stabilire il vostro margine di guadagno sulla pratica (quindi vi manderanno il prezzo non al netto ma commissionabile – es. costo viaggio finale 2000 euro di cui il 10% va a voi e alla direzione tecnica).

Se avete dei dubbi su come funziona il lavoro del Travel Designer, potete dare un occhio al mio articolo con più dettagli.

Quanto guadagna in un anno un Travel Designer?

La risposta a questa domanda dipende da voi, dal numero di preventivi che riuscite a chiudere e dai singoli margini che riuscite a guadagnare da ogni preventivo. 

Ricordate sempre che il cliente non paga mai direttamente voi, ma paga la direzione tecnica che poi provvederà a versarvi il vostro margine, solitamente a viaggio concluso (ad un mese da rientro dei clienti, ma questo dipende dagli accordi che prenderete).

Se avete bisogno di rafforzare la vostra identità lavorativa e sviluppare strategie efficaci per trovare clienti, potete prenotare una consulenza gratuita e creare insieme a me un percorso di consulenze che vi aiuteranno a far partire la vostra attività!

Più informazioni sui miei corsi da Travel Designer su questa pagina

Si può vivere solo di questo lavoro?

Questa domanda mi viene spesso posta dai miei studenti del corso per Travel Designer di ACT – Accademia Creativa del Turismo

La risposta è , ma tutto dipende da voi (come in ogni lavoro da libero professionista in cui si debba sviluppare da zero una propria attività). Il mio consiglio è quello di studiarsi bene tutte le strategie utili, inizialmente valutare se tenere due lavori per avere soldi in più da investire nella vostra attività (investimenti anche piccoli su sito, social e marketing in generale all’inizio sono importantissimi) e valutare di lavorare in ambiti affini che rafforzino la vostra figura professionale (ad esempio come guide o accompagnatori). 

Se avete bisogno di risposte più dettagliate e di strategie per far decollare la vostra attività, potete prenotare una consulenza gratuita con me!

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