3 cose da vedere in Kirghizistan

panorama con cavalli in kirghizistan

Sono stata in Kirghizistan nel 2023 e, da quel momento, il ricordo di questo paese così incredibilmente vario e poco conosciuto non mi ha più lasciato

Vi consiglio qui 3 cose da vedere in Kirghizistan, anche se sono solo una minima parte di tutto ciò che si può fare. Aggiungo alla fine del post un’idea per un itinerario classico in Kirghizistan.

1. Il lago di Song-Kul

song kul yurt camp kirghizistan
Campo di yurte a Song Kul

Arrampicandosi sulle montagne, partendo dal lago di Issyk-Kul, enorme bacino di acqua salata nel nord del Kirghizistan, si raggiunge un altopiano (intorno ai 3000 metri) che si estende intorno ad un bellissimo lago: Song Kul

Una distesa verde che si estende a perdita d’occhio, punteggiata di yurte, di cui solo poche sono pensate per i turisti mentre la maggioranza appartengono alle famiglie semi-nomadi che si trasferiscono qui per il periodo estivo, spostando il loro bestiame per la transumanza. Tutto intorno a voi, cavalli e puledrini, pastori che sembrano cowboy usciti da un film di Sergio Leone, bambini che corrono per i prati e un’atmosfera di tranquillità, pace e libertà totale.

Su queste montagne il telefono non prende e la corrente arriva solo tramite appositi generatori, attivati in alcuni momenti della giornata. Le yurte sono scaldate da stufe e garantiscono un confortevole riparo durante la notte. 

Dopo una cena tipica nella yurta comune, seduti intorno ai tipici tavoli bassi, godetevi il meraviglioso cielo stellato che solo in posti come questo si può ammirare in tutto il suo splendore!

In questo luogo magico potete trascorrere anche più giorni, scegliendo se semplicemente rilassarvi e meditare, staccando dalla civiltà, dedicarvi a piccoli trekking in giornata (ricordando sempre che non ci sono alberi, dunque bisogna coprirsi assolutamente la testa), tentare un’escursione a cavallo accompagnati da una delle guide locali o passeggiare tra i campi di yurte e conoscere, comunicando a gesti e sorrisi, le famiglie che vi abitano, tutte estremamente ospitali e cordiali. Un mondo nuovo di antiche tradizioni si dispiegherà davanti ai vostri occhi!

Se vuoi saperne di più sulla cultura nomade, puoi averne un assaggio nel mio post 5 curiosità sul Kirghizistan!

2. Karakol: una città multietnica

Donne in costumi tradizionali

Karakol è una particolarissima cittadina, nel nord del Kirghizistan, che ospita da generazioni moltissime etnie diverse che convivono pacificamente tra loro.

Passeggiando per le sue strade, che ricordano molto le città sovietiche, potrete imbattervi in un’antica chiesa ortodossa, costruita interamente con legno e chiodi, appartenente alla piccola comunità di cristiani ortodossi che ancora vivono qui. Entrando nella chiesa, sono stata accolta da una cordiale signora che, con mia enorme sorpresa, parlava perfettamente tedesco. Quando le chiedo come mai sapesse così bene una lingua apparentemente distante da questi luoghi, commossa mi ha mostrato una miniatura in bianco e nero di suo padre, un tedesco appunto deportato in questi luoghi, insieme ad altri come lui, da Stalin. Si tratta di un rappresentante della comunità dei tedeschi del Volga, che in origine abitavano nella parte meridionale della Russia europea e che furono interamente esiliati in Asia Centrale. Ormai questa comunità conta pochissimi rappresentanti e questa chiesa di Karakol rappresenta uno dei luoghi di incontro più importanti. 

Poco lontano dalla chiesa si trova una moschea che ha caratteristiche assolutamente uniche: è stata infatti costruita con uno stile architettonico cinese, utilizzando un’antichissima tecnica che prevede di incastrare il legno senza utilizzare alcun chiodo né altri strumenti. Esistono solo due moschee al mondo costruite in questo modo, una qui e una in Kazakistan. L’architetto che la costruì era cinese e decise di esportare questa antica tecnica di costruzione anche al di fuori della madre patria, pagando con la vita il prezzo di questa decisione. La moschea ricorda una pagoda, coloratissima e con dragoni incisi qua e là, una meravigliosa armonizzazione tra due culture totalmente differenti.

A Karakol esiste ormai da anni un’associazione che riunisce tutti i rappresentanti delle comunità che vi abitano e che ha lo scopo di organizzare attività culturali per i turisti che raccontino ciascuna delle tradizioni che qui convivono.

Tra queste, gli Uiguri (etnia turcofona di religione islamica che viene dal nord-ovest della Cina/odierna Mongolia), i Dungani (musulmani Hui dalla Cina), Cosacchi e russi ortodossi (in cui rientrano anche i tedeschi del Volga), i Tatari (gruppo etnico di origine turca che abitava le steppe della Mongolia) e gli Uzbeki

Queste comunità hanno origini molto diverse tra loro e mantengono ancora vive le loro tradizioni, ci tengono quindi moltissimo a raccontarle anche a chi viene in visita. Se quindi volete fare un’esperienza particolare e autentica finanziando al contempo l’economia locale, potete valutare un’attività contattando l’associazione Destination Karakol (io ho provato una cena a base dei piatti principali di ciascuna tradizione, deliziosa e davvero interessante!).

3. Il sud del Kirghizistan: Osh e il Lenin Peak

Campo di yurte vicino al Lenin Peak

Il sud del Kirghizistan è più difficilmente raggiungibile e meno servito, dunque si tratta di una zona un pò meno turistica ed estremamente affascinante. Principalmente è nota per i suoi bellissimi trekking e per il Lenin Peak, una delle montagne più alte del paese (ben 7134 metri). Qui si recano solitamente gli amanti della montagna e alpinisti esperti per tentare di scalare questi aspri picchi montuosi. 

Esiste un Lenin Peak base camp e la possibilità di scalare la montagna, ma scegliete sempre un fornitore esperto in questa tipologia di attività e guide preparate a salire in alta montagna. L’altitudine, i cambi di meteo improvvisi, possibili frane e crepacci e mille altre difficoltà possono interferire in maniera anche grave con il vostro viaggio, quindi non recatevi mai in autonomia in queste zone.

Tuttavia, questa zona non è solo di interesse per chi fa trekking, ma anche perché ospita un’antichissima città, Osh, la seconda città più grande dopo la capitale, Bishkek. Si tratta anche dell’unico posto nel sud con un aeroporto, dal quale potrete prendere voli interni per Bishkek ma anche per l’Uzbekistan, poiché ci troviamo qui al confine e nella Valle di Fergana, una parte della quale si trova proprio nel vicino Uzbekistan. 

La città di Osh è la più antica del Kirghizistan (ha almeno 3000 anni) e ospita un sito sacro patrimonio UNESCO: Sulaiman Too. Si tratta dell’unico sito UNESCO del paese, una montagna sacra composta da 5 picchi che ospita diversi luoghi sacri costruiti all’interno di antiche grotte (testimoniati da petroglifi, ben 101 ritrovati ad oggi) e due moschee del sedicesimo secolo. Questi siti sacri sono sparsi su questa montagna e collegati tra loro da sentieri percorribili a piedi. Solo uno è ancora attivo, mentre gli altri rimangono come memoria storica. Questo luogo è considerato la montagna sacra più completa in tutta l’Asia Centrale ed è stata venerata per diversi millenni, prima ancora dell’arrivo dell’Islam.

Idea per un itinerario classico in Kirghizistan

Itinerario-in-Kirghizistan
Itinerario classico in Kirghizistan

Qui un’idea per un itinerario classico in Kirghizistan!

Solitamente, se avete un numero limitato di giorni (almeno una decina sono necessari) come primo approccio al paese si sceglie il nord perché ospita alcune delle cose principali da visitare ed è ben collegato

Il giro classico prevede una visita della capitale, Bishkek (interessante per avere un’introduzione alla storia e alla cultura del paese), per poi partire verso laghi e montagne. Issyk-Kul è il lago più grande ed è circondato da una strada recentemente asfaltata, comodamente percorribile. Lungo le sue sponde (specialmente la sponda sud) trovate diversi villaggi molto interessanti, tra cui Kochkor (dove potete visitare la cooperativa di tappeti di Altyn-Kol, di cui vi parlo nel post cosa fare in Kirghizistan), Kyzyl-Tuu (che ospita antiche tradizioni legate alle yurte e alla lavorazione del legno, nonché alla caccia con l’aquila) e la cittadina di Karakol di cui vi ho parlato prima. Potrete anche scegliere di dormire in yurta, consiglio di scegliere Tamga

Da questo lago, potete salire fino a Song-Kul (a piedi con un trekking a tappe oppure in macchina, considerate strade di montagna non asfaltate), tappa a mio parere irrinunciabile

Lungo le sponde del lago trovate anche il Canyon di Skazka e la gola di Gola di Jety-Oguz, due meraviglie naturalistiche, con le loro pietre rosse che ricordano i grandi canyon americani. 

Terminate il vostro itinerario introno al lago con almeno una notte nel parco naturale di Chon-Kemin, che ospita anche un interessante sito archeologico con i petroglifi

Se avete più giorni, potete pensare di raggiungere il sud (se avete bisogno di tagliare i tempi, scegliete un volo interno da Bishkek con Turkish Airlines) e raggiungete Osh e le montagne al confine con Uzbekistan e con Tagikistan

Ricordate sempre che, se dovete attraversare i confini del paese, è necessario informarsi tramite la Farnesina (sito Viaggiare Sicuri) e contattare un fornitore locale per essere certi di avere tutti i documenti in ordine e non avere problemi alle dogane.

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Per scoprire di più sul Kirghizistan, leggi i miei altri post!

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