Il Kirghizistan è una destinazione ancora poco conosciuta ma estremamente affascinante per i suoi panorami e per il suo legame fortissimo con la cultura nomade e semi-nomade.
Vi riporto qui alcune informazioni utili su cosa vedere in Kirghizistan e come organizzare il vostro viaggio!
Dove si trova il Kirghizistan?
Il Kirghizistan si trova in Asia Centrale, una macro-area con una storia antichissima. Attraversato dalla Via della Seta, è stata annesso all’impero russo prima e all‘Unione Sovietica poi dal 1876 al 1991, anno in cui ha dichiarato l’indipendenza diventando la prima repubblica dell’Asia Centrale.
Durante il dominio dei russi, la cultura nomade del paese è stata fortemente repressa nel nome di una “russificazione“. Tuttavia le tradizioni nomadi sono sopravvissute e sono tuttora custodite con cura dal popolo kirghiso, che le rispetta e le tramanda di generazione in generazione.
Come arrivare e quando andare in Kirghizistan?
Arrivare in Kirghizistan dall’Italia è semplice grazie alla Turkish Airlines (o alla sua linea low cost, la Pegasus) che parte dagli aeroporti principali di Italia, fa scalo a Istanbul e raggiunge poi Bishkek, la capitale del Kirghizistan (il volo notturno è il più comodo).
Il periodo migliore in cui andare in Kirghizistan è senza dubbio l’estate, in quanto le montagne sono libere dalla neve e più facilmente raggiungibili (considerate sempre che la maggioranza delle strade sono impervie e non asfaltate, dunque al primo segno di maltempo vengono chiuse). L’estate garantisce anche la possibilità di incontrare diversi gruppi semi-nomadi che si recano sulle montagne con i loro animali e vi rimangono, vivendo nelle yurte, fino all’arrivo del primo freddo. In Kirghizistan, infatti, ancora oggi, molte persone vivono con uno stile di vita nomade o seminomade, spostando la propria casa stagionalmente secondo le esigenze del bestiame (praticando quindi la transumanza).
Un’ulteriore possibilità che questo periodo dell’anno garantisce è la presenza di numerosi festival tradizionali, tra cui due dei più importanti sono:
- Birds of Prey (agosto): il festival principale legato alla caccia con l’aquila, una pratica tipica di questa zona dell’Asia.
- Festival dei giochi equestri nazionali (fine luglio): in Kirghizistan il rapporto con i cavalli è alla base di molte delle tradizioni ancora praticate nel paese, tra cui lo sport nazionale per eccellenza – il Kok-Boru – un gioco a squadre in groppa, appunto, ai cavalli. Questo festival vi garantisce la possibilità di assistere dal vivo a questo impressionante sport e a molte altre tradizioni legate alla figura dei cavalli, considerati le ali del popolo kirghizo.
Un evento che avviene circa ogni due anni e che certamente è tra i più impressionanti è quello dei World Nomad Games, le Olimpiadi dei Nomadi! Leggi il mio post sui World Nomad Games per approfondire questo festival unico al mondo.
Cosa fare in Kirghizistan?
Dopo questa breve introduzione (riduttiva per quanto riguarda la cultura di questo paese – se volete approfondire potete leggere il mio post 5 curiosità sul Kirghizistan), vi do qui qualche idea su cosa fare in Kirghizistan!
Dormire in una tipica yurta
Una delle esperienze sicuramente irrinunciabili che si possono fare in Kirghizistan è dormire nelle tipiche yurte (io consiglio di scegliere quelle in montagna, in particolare intorno al lago di Song-Kul).
Le yurte sono costituite da una complessa struttura in legno che è però leggera e facilmente smontabile, protetta dal freddo e dal vento grazie a un rivestimento in pelli di animali e tipici tappeti in feltro. Durante i festival, vengono addirittura fatte delle gare di velocità in montaggio e smontaggio yurta. La yurta è anche, non a caso, il simbolo del paese poiché ne rappresenta il cuore pulsante: uno stile di vita libero e a contatto con la natura.
Ci sono diversi campi di yurte aperti ai turisti. Considerate che i bagni, esattamente come in campeggio, sono sempre esterni e si mangia solitamente all’aperto o in una yurta comune (sedendosi a terra su appositi cuscini). Normalmente tutte le yurte sono dotate al loro interno di letti e una stufa per scaldare l’ambiente durante la notte.
Fare trekking
In Kirghizistan le montagne sono le protagoniste. Il paese è infatti prevalentemente montuoso, con ben 88 grandi catene e picchi che arrivano fino ai 7439 metri di altitudine (Pobeda Peak).
Si possono fare moltissimi trekking di difficoltà molto diverse, da semplici passeggiate sugli altipiani montuosi (in media intorno ai 3000 metri) fino alle scalate per esperti.
Una delle zone migliori per piccoli trekking anche semplici è il lago di Song-Kul. Si può anche fare un trekking più difficile ma comunque accessibile che da Issyk-Kul arriva all’altopiano di Song-Kul, attraversando delle bellissime foreste e prati dove pascolano cavalli e puledrini.
Il mio consiglio è sempre quello di contattare una guida locale per organizzare il vostro trekking e farvi accompagnare. Nonostante molti percorsi siano semplici e accessibili a tutti, non dimenticate che vi trovate pur sempre in alta montagna, i telefoni molto spesso non prendono e gli strumenti disponibili per il primo soccorso non sono gli stessi dei paesi occidentali. Affidarsi ad una guida locale vi garantisce quindi di esplorare le montagne in sicurezza, scoprire posti che diversamente non avreste trovato e sostenere l’economia locale che comincia a vivere anche di turismo (quello buono).
Approfondire le tecniche di artigianato
L’artigianato in Kirghizistan ha radici antichissime e le tecniche utilizzate sono rimaste pressoché invariate e trasmesse tra le generazioni.
Vi consiglio di visitare, a Kochkor, la cooperativa di Altyn-Kol, fondata da una signora, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, allo scopo di creare una forma di economia locale che potesse sostenere la comunità, ridotta in estrema povertà. La cooperativa è ad oggi una realtà più che stabilizzata, con un sito e un sistema per vendere i meravigliosi tappeti tipici in feltro e le altre creazioni anche all’estero. La fondatrice continua nella sua opera per la comunità, coinvolgendo le donne e le ragazze del posto, insegnando loro tutte le tecniche per mantenere viva la tradizione e, al tempo stesso, creare posti di lavoro che garantiscano la loro indipendenza economica ed emancipazione. Durante la visita alla cooperativa, vi verranno mostrate le tecniche di creazione dei due tappeti tipici, lo shyrdak e l’ala-kiyiz. Potrete anche decidere di fermarvi a dormire, in quanto la cooperativa è dotata di posti letto (molto semplici). La tipica accoglienza kirghiza renderà l’esperienza ancora più indimenticabile!
Altre esperienze simili e molto interessanti riguardano i metodi tradizionali di costruzione delle yurte – potete visitare a Kyzyl-Tuu una famiglia che si tramanda da generazioni le tecniche per lavorare il legno utilizzato come struttura della yurta – e la lavorazione del legno impiegato sia per le selle dei cavalli, sia per la costruzione di strumenti musicali tradizionali quali il Komuz (la tipica chitarra a tre stringhe suonata solitamente dalle donne con una specifica tecnica fatta di virtuosismi, spostando ripetutamente la chitarra sulle spalle e sulle ginocchia). La musica è una parte importantissima della cultura kirghiza e gli strumenti tipici utilizzati sono davvero molto particolari, spesso studiati per poter essere suonati a cavallo durante gli spostamenti da un pascolo all’altro.
Per saperne di più, leggete il mio post 5 curiosità sul Kirghizistan.
Osservare l'architettura sovietica
L’influenza che la Russia e la ex Unione Sovietica hanno avuto su tutta l’Asia Centrale è più che evidente nell’utilizzo della lingua russa come lingua “franca”, in alcune tradizioni gastronomiche e nell’architettura tipica delle grandi città (le capitali in particolar modo).
Bishkek, la capitale del Kirghizistan, non fa eccezione. Potrete immergervi totalmente nello spirito architettonico tipico dell’Unione Sovietica ancora vivo e ben visibile nel centro della città e in tutti i palazzi ufficiali del governo, nonché nell’interessantissimo museo sulla storia del paese.
Anche i monumenti che vedrete, non solo nella capitale, sono chiaramente di stampo sovietico, con il tipico stile austero che si può ritrovare anche in Est Europa.
Un’altra testimonianza dell’influenza sovietica a livello architettonico è ben visibile in qualcosa di forse insospettabile: le fermate dell’autobus. Viaggiando per le strade del paese ne vedrete moltissime, tutte tipicamente in cemento e dipinte in maniera particolare. Esiste un libro fotografico che raccoglie 150 immagini di fermate dell’autobus in stile sovietico scattate in tutta l’Asia Centrale. Il libro si intitola Soviet Bus Stop ed è un must per gli appassionati di storia e di questo stile architettonico.
Partecipare ai festival culturali
Come già citato, una delle cose più affascinanti che si possono fare in Kirghizistan è prendere parte ai suoi festival culturali.
I festival sono moltissimi, solitamente nel periodo estivo, con date che variano ogni anno (spesso cambiano anche a pochi mesi dal festival, ma questo accade solo per quelli meno importanti).
Vi consiglio di valutare, al posto dei due festival già citati (molto famosi e inflazionati), uno dei festival “minori” poiché si tratta di eventi non pensati per i turisti ma per i locali, per festeggiare le loro tradizioni e mantenerle vive. Dunque, scegliendo uno dei festival meno famosi, avrete modo di ritrovarvi completamente immersi nello spirito kirghizo, di festeggiare con i locali, comunicando spesso a gesti e a sorrisi, e di vivere un’esperienza realmente autentica.
Se cercate un’esperienza davvero unica, non potete farvi sfuggire i già citati World Nomad Games, di cui vi parlo qui!
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Per scoprire di più sull’Asia Centrale, leggi i miei altri post!
