Come prepararsi ad un viaggio alle isole Svalbard? Qui 3 libri da leggere prima di andare alle Svalbard!
In questo post vi consiglio alcune letture per prepararvi ad un viaggio alle Svalbard. Tuttavia, paradossalmente e per mia stessa esperienza, potrebbe essere consigliabile leggere questi libri durante il viaggio o addirittura dopo, per riconoscersi nelle sensazioni descritte e assaporare veramente e a pieno le descrizioni dei paesaggi, delle storie e della cultura così particolare che caratterizza queste isole. Una lettura precedente al viaggio potrebbe invece risultare meno comprensibile e apprezzabile, in quanto la vera natura di questo posto si scopre solo visitandolo di persona, è molto difficile che la sola lettura possa riuscire a trasmetterla in tutta la sua potenza.
La scelta dei libri che vi propongo vuole darvi una panoramica di diversi aspetti delle Svalbard:
- L’importanza storica ed economica delle miniere di carbone e il rapporto con la notte polare
- La storia particolare che le ha caratterizzate durante la Seconda Guerra Mondiale
- Il ruolo fondamentale che hanno avuto nelle esplorazioni artiche e la controversia tra Italia e Norvegia legata alle figure di Nobile e Amundsen
- Titolo bonus: un punto di vista più particolare legato ad una lettura in chiave fantasy dei panorami e delle sensazioni che solo latitudini così a nord possono darci.
1. La leggenda del sesto uomo di Monica Kristensen
“Dello Spitsberg nella nera miniera,
dove il sole entrar mai potrà,
e la notte eterna sempre impera
con la sua cupa, opprimente oscurità,
indefessi i minatori si affaticano
nonostante la dura condizione,
e tenaci i pericoli sfidano
per strappare alla terra il carbone.
Nelle viscere di rocce montane
ogni giorno fan fronte alla sorte,
guadagnarsi col sudore il pane,
dove fulminea può colpir la morte.
La misera divisa indossata
non è veste da principi alteri,
né di lusso e neppure stirata,
ma ugualmente ne van molto fieri.
Lì non stanno poi tanto a pensare,
alle insidie e alla morte in agguato,
se ne vanno con fede a lavorare,
percorrendo il ben noto tracciato.
Nei cunicoli avanzan carponi
senza tema per la loro pelle
fino in fondo a gallerie e burroni
confidando nelle buone stelle.
Chi pensa a colui che là dentro
nella polvere consuma la vita?
Chi gli innalza perenne monumento?”
“Chi conforta la vedova impietrita?
Chi serberà nel cuore la memoria
di chi lotta con tanto coraggio?
Di un minatore è finita la storia,
e pochi ne ricordano il passaggio.
Ma scolpita in fondo alla montagna
dove il sole entrar mai potrà,
sol visibile agli occhi dei compagni,
immortale la sua traccia resterà.”
Scritto dal carpentiere Tiller di Namson, che visse e lavorò a Longyearbyen nel 1947.
Pubblicato sullo Svalbardposten n.10, 1950/51
In questa sorta di thriller nordico concepito come la storia corale di una piccola comunità, una serie di vicende si svolgono su diverse linee temporali e si intrecciano l’una con l’altra in maniera insospettabile, mentre il racconto segue la scomparsa misteriosa di Ella, una bambina della scuola materna di Longyearbyen, forse rapita dal suo stesso padre alcolizzato o forse da un misterioso uomo che si aggira nei dintorni dell’asilo e regala caramelle ai bambini.
Un giallo che apparentemente sembra seguire le regole di questo genere letterario, ma che, ad un certo punto, se ne distacca, per discendere nelle viscere della psiche umana e raccontarci, in maniera del tutto inaspettata e parallela alla scomparsa della bambina, come nasce e si sviluppa una mente assassina.
Durante il racconto, oltre alle vicende dei personaggi e alla loro psicologia, vengono raccontati moltissimi aspetti della cultura e della quotidianità di Longyearbyen: dalla notte polare e la tanto attesa festa del sole alla pesca illegale nei fiordi e ai bracconieri, dal coinvolgimento del giornale locale Svalbardposten nelle vicende quotidiane alla discussa figura pubblica del Governatore delle isole. Ma un ruolo fondamentale in questa storia viene ricoperto dalle grandi protagoniste di questo arcipelago: le miniere.
La leggenda del sesto uomo si riferisce infatti proprio ad una credenza dei minatori secondo la quale, dopo diverse ore di lavoro, soprattutto quando ci si trova in squadre da cinque persone, un “sesto uomo” invisibile si unisce a loro, causando rumori e movimenti simili a quelli del lavoro umano. Questa presenza invisibile è considerata un presagio, e la sua apparizione è spesso associata a eventi tragici o pericolosi.
Non voglio anticiparvi altro, ma posso assicurarvi che la lettura di questo libro vi darà non solo la sensazione di trovarvi veramente a Longyearbyen e di viverne lo spirito locale, ma anche un assaggio importante della dura vita dei minatori in questi luoghi sperduti.
2. Operazione Fritham di Monica Kristensen
“A breve gli amici sarebbero diventati nemici e avrebbero smesso di guardarsi come si guarda un altro essere umano. I soldati di entrambi i fronti avrebbero dimenticato perché combattevano. Nessuno sarebbe uscito vincitore da quel conflitto che sembrava avere un solo scopo: restare vivi fino al giorno dopo.”
Ritroviamo uno dei personaggi della Leggenda del sesto uomo in questo altro interessantissimo titolo di Monica Kristensen, forse la scrittrice più nota che ha raccontato le isole Svalbard. Nata nel 1950 in Svezia ma cresciuta in Norvegia, matematica, fisica e glaciologa, è una delle più note esploratrici polari nordeuropee. Ha guidato numerose spedizioni in Artide e Antartide, sulle tracce di Amundsen, ed è stata la prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society.
In questo romanzo, Monica racconta la doppia indagine dell’ispettore Knut – protagonista anche della Leggenda del sesto uomo – su un vero e proprio cold case intrecciato a vicende storiche realmente accadute appartenenti ad un periodo che ha avuto grandi impatti anche alle Svalbard: la Seconda Guerra Mondiale.
L’episodio specifico che fa da sfondo alla vicenda è avvenuto davvero: si tratta dell’Operazione Fritham, un’operazione militare condotta nel 1942 dalle forze norvegesi il cui scopo era neutralizzare e impedire lo sfruttamento delle ricche miniere di carbone sull’isola di Spitsbergen (principale isola delle Svalbard) da parte dei tedeschi. Vediamo anche qui, quindi, l’importanza nevralgica delle miniere nella storia di questo paese. Questa operazione sarà un fallimento totale, un bagno di sangue.
Nel romanzo, cinquant’anni dopo questi eventi, i reduci di entrambi i fronti si ritrovano alle Svalbard per ricordare, ma c’è chi è deciso a scoprire la verità: che cosa c’era dietro quella spedizione e il suo tragico fallimento? In concomitanza a questa domanda, si sviluppa anche l’indagine dell’ispettore Knut su poliziotto dell’epoca che si era battuto per proteggere i civili inseguendo un pericoloso assassino che non è mai stato trovato e ora si nasconde tra i veterani.
Una storia che anche qui si sviluppa su più livelli e ci racconta i meccanismi della psiche umana e il ruolo strategico delle Svalbard, sospese tra Russia e Germania, durante il secondo conflitto mondiale.
3. L'ultimo volo. L'avventura degli uomini della Tenda Rossa di Felice Trojani
“Cado, rotolo, sento sul viso il freddo bagnato della neve. Balzo in piedi. Vedo il dirigibile Italia che si allontana, si perde nello strato di nuvole. Ho la spaventosa impressione di essere rimasto solo. Sono le 10,33 del 25 maggio 1928.”
Nel raccontare questo famigerato episodio, fortemente collegato anche alla storia italiana e spesso dimenticato, non potevo non riportarne i due punti di vista principali, in contrapposizione tra loro: quello italiano legato alla figura di Umberto Nobile, brillante ingegnere, generale ed esploratore – raccontato in questo libro – e quello norvegese, ancorato tuttora a Roald Amundsen, il mitologico esploratore che ha raggiunto le zone più estreme del mondo e che è morto in circostanze ancora oggi fortemente discusse – narrato ancora da Monica Kristensen.
In questo libro abbiamo la testimonianza diretta di uno dei partecipanti alla spedizione al Polo Nord del dirigibile Italia avvenuta a fine anni ’20. L’autore, Felice Trojani, si laureò in Ingegneria nel 1922 ed entrò nello Stabilimento di Costruzioni Aeronautiche e poi nella Compagnia Nazionale Aeronautica. In seguito collaborò alla preparazione delle spedizioni polari dei dirigibili Norge e Italia, la seconda delle quali è appunto narrata in prima persona in questo libro.
Gli eventi raccontati hanno un pregresso importante: nel 1923-24 Roald Amundsen, dopo aver effettuato diversi tentativi fallimentari di raggiungere il Polo Nord, viene contattato da Umberto Nobile che aveva progettato un complesso dirigibile secondo lui capace di effettuare la spedizione con successo. Sovvenzionato poi dagli americani (da Lincoln Ellsworth), il dirigibile Norge fu realmente costruito e partì da Ciampino, con a bordo Nobile e il suo cane Titina, Amundsen e Ellsworth stesso, in quella che fu la prima spedizione capace di sorvolare il Polo Nord e rientrare sulla terraferma in Alaska, nel 1926.
Successivamente, Nobile e Amundsen (e di conseguenza Italia e Norvegia in un periodo storico già delicato, di poco precedente alla Seconda Guerra Mondiale), cominciarono a litigarsi i meriti della spedizione. Nobile decise quindi di dimostrare una volta per tutte il merito del dirigibile progettato da lui stesso compiendo una seconda spedizione al Polo Nord, questa volta unicamente italiana e senza Amundsen. Chiamò il nuovo dirigibile Italia – in contrapposizione al precedente – e, partendo da Milano, effettuò con successo anche questa seconda spedizione nel 1928. Tuttavia, purtroppo, invece di sorvolare il polo e atterrare in Alaska, questa volta Nobile decise di tornare indietro verso le Svalbard. Fu durante il rientro che il dirigibile precipitò sul pack ghiacciato, il 25 maggio 1928.
Da qui parte la testimonianza di Trojani, tra i membri dell’equipaggio, che racconta l’incidente e i giorni successivi, durante i quali i naufraghi utilizzarono tutti i mezzi a loro disposizione per sopravvivere ben 48 giorni tra i ghiacci, coperti solo dalla Tenda Rossa che li consacrò alla storia e con pochissimi viveri a disposizione.
Affrontarono il gelo, la solitudine, la perdita dei compagni, i fallimenti dei tentativi di soccorso, le febbri, gli orsi, ma soprattutto la paura di essere dimenticati e la delusione per un sogno svanito.
Se volete approfondire questo evento storico, diventato poi controverso e quasi cancellato anche a causa dei collegamenti di queste spedizioni con il fascismo e con Mussolini, vi consiglio di guardare anche il film La tenda rossa del 1969. Per chi ha bambini (o è appassionato di cartoni animati) consiglio anche il bellissimo lungometraggio animato Titina del 2022.
3.1 L'ultimo viaggio di Amundsen di Monica Kristensen
“I due uomini avevano dichiarato sia alla stampa che all’Istituto di geofisica di voler volare insieme al Latham fino a Ny-Ålesund, per ragioni di sicurezza. Tuttavia avevano avuto difficoltà a parlare con Amundsen, che si era trincerato nella villa di Fritz Zapffe. Zapffe, dal canto suo, aveva l’impressione che il suo amico avesse preso delle decisioni e non volesse condividerle né con i piloti concorrenti né con la stampa. I due non divulgarono i dettagli del volo imminente, ma tutti sapevano che il primo aereo che fosse riuscito a percorrere il tratto dalla costa norvegese alle Svalbard avrebbe ottenuto tutta la gloria. Una nuova conquista polare era certamente tra le ambizioni dell’uomo che aveva già raggiunto traguardi straordinari in Artide e Antartide.”
Oltre alla serie di gialli ambientati alle Svalbard con protagonista l’ispettore Knut, di cui purtroppo al momento abbiamo solo due libri tradotti in italiano, la Kristensen ha scritto anche questo libro sulla figura, controversa ma osannata in Norvegia, di Roald Amundsen.
Questo libro si ricollega alla vicenda di Nobile e del dirigibile Italia ma dal punto di vista di chi ha organizzato le operazioni di soccorso e soprattutto di Amundsen stesso.
Infatti, per salvare i pochi sopravvissuti alla caduta del dirigibile, ma anche per difendere interessi politici e territoriali (non dimentichiamoci mai il periodo storico in cui avvennero questi fatti), si mobilitarono Italia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia e Unione Sovietica, dando inizio a una complessa e spettacolare operazione di soccorso seguita dai reporter di tutto il mondo.
Ma come si inserisce la figura di Amundsen? Il 18 giugno 1928 Amundsen decise, nonostante i pareri avversi, di partire per salvare Nobile e i suoi compagni.
Tra Nobile e Amundsen, come già detto, era esploso subito uno scontro di personalità e di potere, lasciando poi strascichi di offese reciproche. Eppure Amundsen era impaziente di volare a salvare il rivale, forse anche per il timore di essere stato messo in ombra dalle altre esplorazioni dell’epoca o per dimostrare ancora una volta la sua grandezza salvando proprio colui che la metteva in dubbio.
Ma l’aereo che sceglie, il Latham 47, era solo un prototipo mai collaudato. Così, una volta partito, Amundsen scompare per sempre. Proprio questo evento creò forti tensioni tra Italia e Norvegia, che accusava Nobile di essere stato la causa della morte del loro adorato eroe. Tuttora, la memoria di Amundsen è gelosamente custodita dai norvegesi mentre il ruolo di Nobile nelle esplorazioni artiche viene negato e rimosso.
Ma Amundsen si rendeva conto del rischio che correva? E cos’è successo all’aereo e al suo equipaggio?
Monica Kristensen tenta di rispondere a queste domande ricostruendo la vicenda con accuratezza e arrivando ad avanzare una sua originale interpretazione, regalandoci il ritratto emozionante di un grande eroe al tramonto.
Ed ecco perché ci tenevo ad inserire anche questa lettura tra quelle consigliate, in modo da cercare di dare spazio a entrambi i punti di vista, per ricostruire questo doloroso evento storico nella maniera più imparziale possibile.
Un consiglio fantasy: La bussola d'oro (trilogia "Queste oscure materie") di Philip Pullman
“L’odore era di pesce, ma mischiato a esso vi erano anche dei sentori di terra, resina di pino e terreno bagnato, e un qualche cosa di animale e muschiato, e qualcos’altro, che era freddo e informe e selvaggio: poteva forse essere neve. Era l’odore del Nord.”
Ultimo consiglio bonus per le vostre letture sulle Svalbard, per chi ama i fantasy, è questa trilogia, concepita per i ragazzi ma apprezzata anche dagli adulti, che è un vero e proprio inno al Nord.
In un mondo come il nostro ma allo stesso tempo fantastico, dal sapore steam punk, dove gli uomini vivono in compagnia dei loro daimon (le loro anime sotto forma di animali), una bambina, Lyra, è predestinata a grandi scoperte circa una misteriosa Polvere venuta dal cielo, strettamente collegata al fenomeno dell’Aurora Boreale e ponte tra diverse dimensioni.
Gli eventi di questa avventura fantasy si svolgono proprio nel Nord Europa e alle Svalbard: tra descrizioni affascinanti dei paesaggi innevati, esplorazioni con slitte trainate da husky e dirigibili, clan di streghe che popolano i deserti artici, orsi polari parlanti e corazzati che combattono come mercenari e lavorano il metallo nelle viscere della terra, l’Aurora Boreale e i suoi misteriosi poteri, questo libro regala forti emozioni a chiunque ami questi paesaggi selvaggi e desolati e richiama, in moltissimi punti, elementi che fanno parte della storia reale e della cultura delle Svalbard e della Lapponia. Preparatevi ad emozionarvi!
Per scoprire di più sulle Isole Svalbard, leggi i miei altri post!
