In questa guida sulle Isole Svalbard, l’avamposto abitato più a nord del mondo, vi do un pò di informazioni utili su cosa vedere, come arrivare, come spostarsi e molto altro ancora per organizzare il vostro viaggio dei sogni!
Dove si trovano le Svalbard
Prima di tutto, dove si trovano le Svalbard? Le Isole Svalbard sono situate all’estremo nord del mondo, tra Groenlandia, Norvegia, Russia e Polo Nord, nel cuore del Mar Glaciale Artico. Sebbene in molti pensino che queste isole appartengano alla Norvegia, si tratta in realtà di un territorio che gode di una sua indipendenza e che si trova al di fuori dell’aera Schengen e dell’Unione Europea (come vi racconto meglio in queste curiosità sulle Svalbard).
Le isole Svalbard sono le terre più a nord del mondo.
Mappa delle Svalbard
In questa mappa delle isole Svalbard ho segnato i centri abitati principali con i rispettivi fiordi e alcuni degli animali che si possono incontrare.
Longyearbyen è il centro amministrativo, nonché il centro abitato più popoloso (ben 2144 abitanti su 2940 circa totali). L’aeroporto si trova qui, così come la maggioranza degli alberghi, ristoranti, negozi e tutto quanto sia legato alla civiltà. Si tratta di un perfetto punto di partenza per la vostra spedizione artica!
Questa cittadina è norvegese, al contrario della vicina Barentsburg, territorio russo che conta 455 abitanti circa, tutti impiegati nella miniera di carbone locale o in attività legate al turismo.
Un’altra cittadina russa ormai fantasma (unici abitanti sono le guide turistiche locali durante l’estate e alcuni guardiani che vivono lì tutto l’anno) è l’affascinante Pyramiden, ex-città mineraria dei tempi dell’Unione Sovietica, abbandonata nel 1998 dopo alcuni incidenti gravi nella miniera, che era quindi stata chiusa definitivamente.
Infine, non può mancare in questa mappa macroscopica Ny-Ålesund, città abitata più a nord della terra e ormai centro di ricerca scientifica che ospita studiosi da tutto il mondo. A Ny-Ålesund non è possibile pernottare se non su invito di uno dei ricercatori che vi abitano, ma è possibile visitarla durante il giorno come tappa di navigazione o raggiungendola con appositi voli interni da Longyearbyen (spesso cancellati a causa del forte vento e del clima imprevedibile).
Questa mappa dà solo alcune indicazioni ad alto livello. Per un’idea di itinerario più dettagliata puoi consultare questo post sul mio viaggio in veliero alle Svalbard.
Come arrivare alle Svalbard
Come arrivare alle Svalbard dall'Italia
Arrivare alle Svalbard dall’Italia è relativamente semplice grazie ai numerosi collegamenti aerei con la Norvegia. Vi basterà prendere un volo per Oslo oppure per Tromsø (nella stagione invernale, EasyJet offre voli diretti Milano-Tromsø) e poi per Longyearbyen. Le compagnie che coprono questa tratta tutto l’anno sono SAS e Norwegian.
I prezzi dei voli per le isole Svalbard si aggirano di solito sui 600-800 euro andata e ritorno.
Spesso i voli che passano da Oslo sono più economici ma hanno scali lunghi (10-12 ore). Valutate di pernottare presso uno dei comodissimi hotel esattamente di fronte all’aeroporto (Radisson blu o rosso). I prezzi non sono eccessivi ma il servizio è fantastico e vi permette di evitare scomode nottate sulle sedie dell’aeroporto.
Se il tempo ve lo permette, valutate di fare uno scalo più lungo (due o tre giorni) a Oslo o Tromsø per avere la possibilità di visitare queste due affascinanti città norvegesi. Per qualche indicazione in più potete consultare questo mio post su cosa vedere a Oslo.
Come arrivare alle Svalbard da Tromsø
Arrivare alle Svalbard da Tromsø è molto semplice se si scelgono le tratte aeree (SAS o Norwegian – durata circa 1.50h).
Un’altra opzione può essere quella delle crociere che partono da Tromsø e spesso propongono la circumnavigazione delle isole Svalbard. Questo tipo di navigazione è possibile unicamente nella stagione estiva (il periodo migliore è luglio-agosto).
Tenete in considerazione però i prezzi estremamente alti di questa tipologia di viaggio e le possibilità limitate che vi può dare. Infatti, se la nave da crociera è eccessivamente grande (come spesso accade) non avrete la possibilità di avvicinarvi ai fiordi più belli e impressionanti, ma vi potrete limitare solo alla discesa nei punti principali e più turistici, insieme ad un numero spropositato di altre persone in un ambiente ristretto e normalmente incontaminato. Questo tipo di turismo comporta quindi un’esperienza potenzialmente limitata e sgradevole per voi e sicuramente dannosa per l’ambiente naturale delicato e unico delle Svalbard.
Serve il passaporto per entrare alle Svalbard?
Come vi accennavo all’inizio, le isole Svalbard si trovano al di fuori dell’area Schengen. Nonostante ciò, nel 2024 sono stati stretti alcuni accordi internazionali per i quali, per i cittadini di alcune nazioni tra cui l’Italia, non è più necessario avere il passaporto per andare alle isole Svalbard.
Trovate tutte le indicazioni aggiornate sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri e su quello ufficiale del governo delle Isole Svalbard.
Quando andare alle Svalbard
Le isole Svalbard sono visitabili tutto l’anno, tuttavia il periodo in cui andare dipende molto dalla motivazione per cui fate questo viaggio.
Se desiderate esplorare i fiordi, circumnavigare le isole, visitare Ny-Ålesund o Pyramiden, vedere con più facilità gli animali e godersi il sole di mezzanotte, allora sicuramente il periodo migliore è quello estivo (giugno-luglio-agosto con preferenza per fine luglio-inizio agosto per evitare il ghiaccio eccessivo nella costa est delle isole).
Se invece volete fare l’esperienza della notte polare (periodo di buio completo che dura circa da metà ottobre a metà febbraio), esplorare i ghiacciai sulle motoslitte, provare l’esperienza di spostarsi su slitte trainate da husky, vedere l’aurora boreale oppure i tipici colori del cielo rosa e arancione comuni in nord Europa alla fine dell’inverno, allora il periodo che fa per voi è quello invernale o primaverile che va da ottobre a febbraio o da febbraio a maggio.
Solo un’annotazione sull’aurora boreale alle Svalbard: nonostante si possa pensare che sia un ottimo punto di osservazione, in realtà le isole Svalbard si trovano troppo a nord per garantire le aurore boreali che si possono vedere invece nel nord della Norvegia. Sicuramente è quindi possibile vedere l’aurora boreale, ma molto in basso nel cielo e non forte e impressionante come quella che si vede in Norvegia o in Lapponia finlandese. Se quindi scegliete le Svalbard per l’aurora boreale, il mio consiglio è quello di spostarvi più a sud su Tromsø e dintorni.
Come vestirsi alle Svalbard
La decisione su come vestirsi alle Svalbard dipende sicuramente dal periodo dell’anno in cui decidete di visitarle.
In inverno, le temperature possono arrivare facilmente a -15/-20 gradi, dunque occorre vestirsi a strati, scegliendo indumenti termici possibilmente in lana o tessuto tecnico, caldi pile o maglioni di lana e pantaloni e giacche pesanti (idealmente piumini con un ulteriore guscio per proteggere da vento e pioggia). Come scarpe, l’ideale sono gli scarponi da trekking alti (se invernali anche meglio, sicuramente in Gore-tex).
In estate invece le temperature arrivano anche a 10/12 gradi, dunque sempre vestiti caldi a strati ma sicuramente meno pesanti di quelli scelti per il periodo invernale, prevedendo anche qualche capo di abbigliamento più leggero. Da tenere sempre in considerazione è la differenza di temperatura, anche repentina, che può verificarsi anche nell’arco di una stessa giornata (dunque è importante essere sempre muniti di più strati) e i forti venti che si abbattono sulle isole e che rendono la temperatura percepita spesso più bassa di quella reale. Gusci anti-vento e impermeabili sono dunque essenziali per rimanere sempre al caldo.
Importantissimo notare che ci sono delle differenze significative tra la costa ovest e quella est delle Svalbard. Infatti, lungo la costa ovest (dove si trovano i pochi centri abitati) scorre la Corrente del Golfo che mitiga decisamente il clima. La costa est invece, completamente disabitata e casa per eccellenza dell’orso polare, rimane gelida tutto l’anno, non avendo appunto la Corrente del Golfo a riscaldarne il clima. In estate troverete dunque molto facilmente anche zero gradi.
Infine, per quanto riguarda le precipitazioni, le isole Svalbard tecnicamente sono un deserto artico. Questo significa che le precipitazioni non sono mai abbondanti e si presentano sotto forma di pioviggine o nevischio.
Come muoversi alle Svalbard
Muoversi alle Svalbard non è per tutti e soprattutto non va mai fatto in autonomia.
Sulla terraferma, infatti, comanda il vero re delle isole, l’orso polare. Questo comporta il pericolo costante di incontrarne uno lungo la propria strada e rischiare che ci attacchi, in difesa magari di se stesso o dei suoi cuccioli. Per questo alle Svalbard, oltre i confini delle città (dove sono apposti appositi cartelli) è vivamente sconsigliato spostarsi se non accompagnati da una delle guide dell’isola, appositamente formate per gestire le emergenze nella maniera corretta e armate di fucile e pistola lanciarazzi da utilizzare solo nei casi di estremo pericolo.
Inoltre, se pensate di affittare una macchina per visitare le isole, sappiate che non esistono strade vere e proprie tra una città e l’altra. I mezzi di trasporto locali consistono in motoslitte in inverno, piccoli aerei o elicotteri privati e soprattutto, in estate, imbarcazioni (dalle barche a vela ai velieri alle navi da crociera). Spostarsi in nave è sicuramente il modo migliore per assaporare le isole, scendendo sulla terraferma in alcuni punti dove è possibile recarsi senza danneggiare il delicato ecosistema locale.
In ogni caso, tutti questi spostamenti ed escursioni vanno fatti affidandosi ad un operatore turistico locale, in modo da viaggiare in totale sicurezza per voi e per queste meravigliose isole dall’ecosistema così fragile.
Un ultimo avvertimento importante che spesso non viene propriamente comunicato: quando vi spostate a piedi, anche in città, cercate di non uscire dai sentieri tracciati e di non calpestare l’erba rarefatta e i fiorellini che a stento crescono in queste terre austere. Considerate che l’arbusto più alto delle Svalbard è il Salice Artico, che con enorme fatica, nel corso di diversi anni, raggiunge i 15 centimetri massimo di altezza. Dunque con un solo vostro passo disattento potreste distruggere in un attimo il lavoro di anni fatto da questa piccola ma essenziale pianta per sopravvivere nella tundra artica.
Cosa vedere alle Svalbard
Dopo aver raccolto tutte queste informazioni utili, passiamo al fulcro della nostra guida: cosa vedere alle Svalbard? Vi elenco qui le 5 cose più belle (secondo me) da fare alle isole Svalbard.
1. Circumnavigare le isole Svalbard
La circumnavigazione delle isole Svalbard (consiglio con piccole imbarcazioni come velieri o similari e non in crociera) può essere effettuata solo nei mesi centrali del periodo estivo (metà luglio-prima metà di agosto) e richiede, per essere fatta come si deve, almeno 15 giorni.
Perché circumnavigare le isole Svalbard? Perché avrete la possibilità unica di vedere fiordi e coste disabitati e incontaminati, scendere nei pochissimi punti abitati delle isole, ammirare la selvaggia e freddissima costa est (casa per eccellenza dell’orso polare, che potrete più facilmente vedere proprio in queste zone) e avere una visuale davvero completa della vita nel posto più vicino al Polo Nord che ci sia!
Se volete saperne di più, date un occhio a questo post sul mio viaggio in veliero alle Svalbard.
2. Visitare il posto abitato più a nord del mondo e scoprire tutto sulle esplorazioni artiche
Ny-Ålesund è il villaggio abitato più a nord del mondo. Un luogo unico e ricco di storia: città mineraria negli anni ’20 nonché luogo di partenza delle prime esplorazioni artiche nel ventennio fascista e attualmente uno dei centri di ricerca scientifica in ambito geologico e metereologico più importanti al mondo.
Questo insediamento ha un fascino particolarissimo, un misto tra la sensazione di stare in un posto sperduto e al contempo in un moderno campus universitario, crocevia internazionale di ricercatori da tantissimi paesi diversi del mondo.
Le piccole casette in legno, che si affacciano sul fiordo e sui meravigliosi ghiacciai circostanti, erano un tempo abitazioni dei minatori e sono diventate ora moderni centri di ricerca, ciascuno per ogni paese che qui ha un suo team di studiosi. Le biciclette, come in ogni campus universitario che si rispetti, sono poggiate ovunque e utilizzate per spostarsi tra i vari centri e la zona comune con la mensa, la palestra e la piscina. Un piccolo e affascinante hotel spicca tra le casette, ma non è per tutti. Per poter pernottare in questo posto magico bisogna essere esplicitamente invitati da uno dei ricercatori che vi soggiornano e che deve garantire per voi.
La realtà di Ny-Ålesund e lo stile di vita di chi ci abita (una trentina di persone vivono qui tutto l’anno) è estremamente interessante e unico al mondo, una meta assolutamente imperdibile per chiunque visiti le isole Svalbard!
3. Visitare la città fantasma di Pyramiden e imparare di più sulla storia mineraria delle isole
Pyramiden è un’incredibile città fantasma che sorge di fronte allo spettacolare ghiacciaio di Nordenskjøldbree. Ex-centro minerario russo di spicco durante il periodo dell’Unione Sovietica, molto più accogliente e attrezzata, all’epoca, rispetto a Longyearbyen, è stata abbandonata nel 1998 a causa dei costi di mantenimento, della difficoltà nel raggiungerla (tutto il fiordo ghiaccia in inverno) e della scarsa produttività della miniera, particolarmente pericolosa. I russi decisero quindi di mantenere solo Barentsburg come insediamento minerario (tuttora abitato e attivo).
La visita guidata di questa città sovietica perfettamente conservata è una testimonianza storica importantissima e molto difficile da trovare altrove. Le guide sono preparatissime e alcune di loro vivono effettivamente a Pyramiden tutto l’anno (3-4 abitanti annuali ai quali si aggiungono alcune guide turistiche solo nel periodo estivo). Gli edifici visitabili sono perfettamente conservati e ci restituiscono uno sguardo lucido e accuratissimo di vita sovietica nell’artico.
Questo sito storico è anche un’importante testimonianza del funzionamento delle città minerarie alle isole Svalbard, parte fondamentale della loro storia.
Per saperne di più sulle “company town” potete dare un occhio a questo post con alcune curiosità sulle isole Svalbard.
4. Fare il bagno nelle acque del Mar Glaciale Artico
Se deciderete di navigare le acque delle Svalbard (specialmente con imbarcazioni più piccole) non potrete non vivere l’esperienza di un bagno freddo nel Mar Glaciale Artico.
Ovviamente non parliamo di un bagno “in autonomia”, ma sempre e comunque organizzato da un’ente locale o dai gestori dell’imbarcazione sulla quale vi trovate, per garantire sicurezza e le accortezze appropriate a questa esperienza.
Le modalità sono due: la prima alternativa, quella più autentica, consiste nella tipica sauna abbinata al bagno (veloce) nel mare ghiacciato. Solo per i più coraggiosi, ma sicuramente l’esperienza più vicina a quanto si usa fare in queste zone del mondo.
La seconda modalità è quella invece più comoda ma altrettanto divertente. Si utilizzano appositi tutoni impermeabili e galleggianti, in modo da non percepire il freddo e poter fluttuare in acqua con il minimo sforzo, anche per diversi minuti. Consigliata anche questa modalità se non si amano le saune e se si vuole godere del panorama circostante al caldo e in tranquillità!
5. Osservare da vicino un ghiacciaio "attivo"
Cosa si intende con “osservare un ghiacciaio attivo“? I ghiacciai, un pò come i vulcani, possono essere “attivi”, ossia presentare un “trasferimento di massa dalle zone più a monte verso quelle più a valle dovuto all’accumulo della neve e dalle zone più elevate verso quelle poste a quote inferiori”. Questo significa che, nei ghiacciai particolarmente attivi, è possibile assistere al distaccamento di enormi massi di ghiaccio e alla loro scenografica caduta in mare (alla formazione quindi di iceberg). Questo fenomeno non è facilmente osservabile (soprattutto da vicino) a causa della sua pericolosità e delle onde anomale che la caduta di tali masse può provocare.
Tuttavia, alle isole Svalbard, meteo permettendo e, soprattutto, tipologia di imbarcazione permettendo (le grosse navi da crociera non posso avvicinarsi così tanto ai ghiacciai; le imbarcazioni più piccole possono, ma sempre mantenendo una distanza minima di sicurezza), è possibile assistere a questo incredibile fenomeno che ci dimostra per l’ennesima volta l’incredibile e inesorabile potenza della Natura.
Sicuramente uno dei ghiacciai migliori per questa tipologia di esperienza è il Lilliehöökbreen che si trova tra l’altro in una bellissima baia, un posto da togliere il fiato!
Per scoprire di più sulle Isole Svalbard, leggi i miei altri post!
