Tra le tante attività che spesso vengono proposte a Tenerife, specialmente lungo la costa sud, c’è anche il Whale Watching. Raccontata come un’esperienza magica, con la possibilità di avvistare addirittura le orche, questo tipo di attività nasconde parecchi risvolti negativi per le numerose specie di cetacei che abitano in queste acque.
Come fare quindi a scegliere fornitori di Whale Watching responsabili a Tenerife? Ma soprattutto, ha veramente senso, alla luce delle considerazioni che seguiranno, scegliere di fare questo tipo di esperienza?
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ToggleWhale Watching a Tenerife: sì o no?
Quali specie di cetacei si possono avvistare a Tenerife?
La fauna marina di Tenerife è incredibilmente popolosa grazie alle forti correnti oceaniche che portano acqua e nutrienti dai lontani Caraibi.
In particolare, proprio le acque della costa sud, la zona in assoluto più turistica e trafficata, tra Tenerife e la dirimpettaia La Gomera, ospitano popolazioni molto grandi di delfini Bottlenose e di Pilot Whales, in spagnolo Calderones o, usando termini più scientifici, Globicefali.
Oltre queste due incredibili specie, sono state avvistate in queste acque ben 24 diverse specie di cetacei, tra cui i meravigliosi capodogli, il misterioso Zifio (del quale una popolazione relativamente grande viene studiata nella vicina isola di El Hierro) e, incredibilmente, anche le orche. Ai cetacei vanno ovviamente aggiunti moltissimi altri animali acquatici tra i quali le mante e, principalmente, due specie di tartarughe marine.
Questa incredibile e variegata fauna marina ci porterebbe subito a pensare che scegliere un’esperienza di Whale Watching possa essere un’ottima idea. Tuttavia, vi potrete facilmente rendere conto ad un primo sguardo che queste acque sono letteralmente prese d’assalto da migliaia di turisti ogni giorno, chi in barca, chi in canoa o kayak, chi in moto d’acqua. Non solo, il porto principale del sud, Los Cristianos, ospita ogni giorno moltissimi traghetti veloci diretti alle altre isole con una frequenza a dir poco imbarazzante e sicuramente non necessaria (considerando che esistono anche dei comodissimi e molto più economici voli interni). Dunque questi animali sono sottoposti tutti i giorni ad una vera e propria invasione dei loro spazi e della loro tranquillità, causandone la decimazione (a causa dei traghetti veloci) e il crollo della natalità per via dello stress.
Le acque di Tenerife sud sono un'area protetta?
Alla luce di quanto detto finora vi potrete chiedere: ma queste acque non sono un’area protetta? Come è possibile che siano così trafficate?
La risposta alla prima domanda è sì, sono un’area protetta. Purtroppo però non ve ne accorgerete minimamente, a meno che non facciate specifiche ricerche online o che non vi venga esplicitamente raccontato da qualche disperato biologo marino che lavora qui.
Infatti, sorprendentemente (ma forse non troppo), solo di recente quest’area è stata dichiarata protetta e, nonostante questo, pochi provvedimenti sono stati effettivamente presi per proteggerla. Di fatto, è stato riconosciuto che c’è qualcosa da proteggere ma non sono state intraprese azioni per farlo.
Per il momento, le ben poco restrittive regole canarie al riguardo prevedono un controllo sulle organizzazioni che fanno Whale Watching (possono essere solo 70 in tutte le Canarie e devono rispettare le linee guida della World Animal Protection), con multe per quelle attività turistiche che organizzano, ad esempio, generici tour in barca o in kayak ma che, senza permessi, inseriscono anche l’avvistamento cetacei durante i propri tour.
Nessuna limitazione purtroppo è prevista per i traghetti né per le barche di privati, che, puntualmente, si avvicinano agli animali senza alcun tipo di scrupolo, tagliando la loro strada, stressandoli e inseguendoli per vederli meglio, senza rispettare le giuste distanze e con l’arroganza tipicamente umana di poter disporre dell’oceano e dei suoi abitanti come se ne fossimo i padroni.
Infine, problema non da poco, la guardia costiera locale ha ben poco personale, nonostante disponga di un numero più che sufficiente di imbarcazioni per controllare le acque, e, dunque, nessuno controlla effettivamente che le poche misure di conservazione vengano rispettate.
Cosa si sta facendo per tutelare i cetacei a Tenerife?
Per il momento, quindi, gli unici veri difensori delle creature che abitano queste acque sono i biologi marini e i ricercatori che lavorano qui. L’azione che stanno intraprendendo è fondamentalmente di denuncia intelligente, portando prove scientifiche a dimostrazione dei danni che questo comportamento sta arrecando all’oceano e ai suoi abitanti.
In questo senso, le popolazioni di cetacei vengono monitorate giornalmente, i nuovi nati contati per verificare la buona salute dell’intera comunità (tanti piccoli significano una popolazione sana e serena) e alcuni interventi vengono messi in atto quando si incontrano animali in difficoltà.
Tristemente, ma, si spera, efficacemente, di recente sono stati pubblicati i risultati di uno studio che mostrano una forte diminuzione di nuove nascite nella popolazione del sud e lo correlano agli alti livelli di stress. Un campione di pelle di Pilot Whale è stato prelevato da diversi individui e analizzato in laboratorio, riscontrando un alto livello di ormoni che indicano un forte aumento di stress. Questi campioni sono stati poi confrontati con quelli della popolazione al nord dell’isola, meno turistico e dunque più tranquillo, riscontrando forti differenze in termini di livelli di stress (molto più bassi per quest’ultime, dunque molte nuove nascite in più).
Scopo di ricerche come questa è proprio quello di denunciare un comportamento insensato da parte del governo e delle singole persone, chi organizza tour e i turisti stessi, che non si rendono conto dell’enorme danno che stanno causando (o forse preferiscono fingere di non vederlo).
La speranza di questi studiosi è quella di suscitare un maggiore interesse a livello mondiale e quindi di aumentare i controlli e le restrizioni per salvare le specie di cetacei che vivono qui.
Come posso aiutare a migliorare la situazione?
Ho scritto prima che gli unici veri difensori dei cetacei a Tenerife sono i ricercatori, ma su questo punto possiamo sicuramente fare la differenza. Le nostre scelte come turisti, infatti, influiscono fortemente sulla (non) offerta di attività di questo tipo o sulla sovvenzione di quelle organizzazioni che lavorano per la tutela dell’ambiente. Anche i comportamenti quotidiani, in vacanza e non, che mettiamo in atto possono contribuire immensamente a migliorare la situazione.
Per quanto riguarda il vostro viaggio a Tenerife, quello che potete facilmente fare è sicuramente:
- evitare di andare su moto d’acqua o imbarcazioni rumorose;
- selezionare con estrema cura le compagnie turistiche che propongono attività in mare;
- se vi spostate tra le isole, scegliere di prendere uno dei numerosi – e più economici – voli interni piuttosto del classico traghetto (che ogni anno contribuisce al dimezzamento della popolazione locale di capodogli);
- se siete in mare e vi imbattete in un qualche animale, fermarsi e lasciarlo passare in tranquillità, osservandolo dalla distanza alla quale vi trovate (a volte capita che vi sbuchino accanto) senza cercare di avvicinarvi o lanciarvi in sperticati inseguimenti.
Dove fare Tour in barca a Tenerife?
Alla luce di tutte le considerazioni fatte, in linea generale, non posso che sconsigliare tour in barca e esperienze di Whale Watching a Tenerife, poiché, per quanto fatti secondo le regole, non possono far altro che contribuire a peggiorare una situazione già molto complessa.
Tuttavia, la scelta dei giusti operatori turistici può portarvi a sostenere la ricerca e la tutela ambientale, dunque avere un impatto in realtà positivo sulla situazione e una maggiore consapevolezza. La vostra esperienza consapevole potrà poi, esattamente come è stato per me, spingere altre persone a fare la stessa cosa e a diffondere conoscenza e informazioni preziose altrimenti note solo ad una piccola nicchia.
Il turismo, che tanto danneggia queste zone, può quindi, se utilizzato nella maniera corretta, contribuire a rovesciare completamente le sorti di queste acque e di questi animali.
A questo proposito, vi consiglio quindi la stessa compagnia che, ormai nel lontano 2021, scelsi io stessa e grazie alla quale sono ora a conoscenza della reale situazione ambientale dell’isola.
Si tratta di Biosean (qui il sito Internet dal quale potete anche prenotare), un’organizzazione composta da biologi marini e studiosi da università di tutto il mondo che combinano la ricerca con il turismo sostenibile, cercando di sensibilizzare le persone alla conservazione dell’oceano e di diffondere le giuste informazioni al riguardo.
Biosean utilizza le uscite turistiche giornaliere (una o due al giorno, in gommone, con un massimo di 10 persone) per sovvenzionare le proprie attività di monitoraggio delle specie di cetacei e per raccogliere dati (sia visivi, con fotografie, che quantitativi, appuntandosi ciò che vedono su apposite schede di raccolta dati). Non solo, sul gommone viene portato anche un idrofono, un piccolo microfono che viene buttato in acqua quando ci si trova ad una (relativa) vicinanza con un individuo o un gruppo di individui per registrarne le voci, contribuendo quindi anche a studi sul linguaggio e la comunicazione.
La possibilità unica di vedere e sentire, in contemporanea, questi animali, di intuire ciò che potrebbero dirsi (e dirci) è la cosa più incredibile e commovente a cui abbia assistito e vale sicuramente l’intera esperienza!
Collegamenti utili per approfondire
Dove prenotare la vostra esperienza di Whale Watching/immersione/attività in mare: Biosean
Dove trovare informazioni sulla flora e la fauna dell’isola: tenerifemassostenible.es
Dove informarvi sulle specie di cetacei: International Whaling Commission
Dove trovare le regole per un corretto Whale Watching: regole avvistamento cetacei
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